DEFINIRE LO STRESS
Lo stress è la risposta non specifica dell’organismo umano di fronte a qualsiasi sollecitazione e stimolo si presenti, innestando una normale reazione di adattamento che può arrivare ad essere patologica in situazioni estreme.
Il termine stress indica l’esistenza di una “pressione” o “tensione” che viene esercitata sulla persona ed è conseguenza del fatto che alcuni individui non si sentano in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro.
Lo stress si manifesta quando l’organismo deve rispondere a qualsiasi stimolo del mondo esterno: questa risposta consiste in un adattamento del comportamento e in un’attivazione dei sistemi biologici (psico-neuro-endocrini) che permettono di affrontare e risolvere la situazione in modo tale da evitare possibili conseguenze negative e permettere di sviluppare forme di adattamento nel caso non sia possibile risolvere la situazione.
Gli stressors possono essere di natura fisica, psicologica o sociale e producono una sollecitazione sull'organismo. Subiscono sempre un'elaborazione di tipo cognitivo dalla quale dipende in gran parte la reazione della persona.
Lo stress di per sé non è una malattia ma una situazione di prolungata tensione che può ridurre l’efficienza sul lavoro e determinare un cattivo stato di salute.
COMPRENDERE LO STRESS
Tutto ciò che caratterizza il nostro vissuto può sfociare in una situazione considerata dal nostro sistema psicosomatico e somatopsichico come un agente aggressore stressante
Non esistono fattori specifici che provocano lo stress. Infatti, tutto ciò che caratterizza il vissuto individuale per la sua intensità e /o aggressività, per la sua presenza più o meno prolungata nel tempo e/o il suo cambiamento continuo, per la sinergia con altri condizionatori psicofisici può sfociare in una situazione considerata dal nostro sistema psicosomatico e somatopsichico come un agente aggressore stressante.
La nostra unità psico-somatica, in maniera del tutto soggettiva, filtra lo stressor attribuendogli significati e valenze diverse in funzione delle proprie esperienze pregresse, del proprio sistema emozionale e della propria vulnerabilità. Da ciò ne consegue la soggettività/individualità nella risposta alla stimolo stressante. Il medesimo stimolo/situazione stressante potrà essere vissuto e interpretato in modo differente da due persone con conseguenze evidentemente diverse.
Di fronte a situazioni di stress l’individuo mette in atto strategie cognitive e comportamentali che modificano o cercano di modificare il proprio ambiente. Ciò evidenzia il tentativo di non soccombere alle pressioni ambientali e agli eventi occorsi. Queste strategie vanno sotto il nome di coping, sono strettamente individuali e sono dettate dalle caratteristiche personali del soggetto e dalle sue esperienze pregresse. Non sempre però l’individuo può contare su strategie di coping efficaci che possano proteggerlo dall’impatto dell’evento stressante. È in questi casi che si vanno ad instaurare risposte disadattive che possono sfociare in disturbi d’ansia o in sindromi da stress negativo con importanti implicazioni sul piano comportamentale, emotivo, fisiologico.
A livello comportamentale ed emozionale le conseguenze dello stress possono essere ad esempio:
•sovreccitazione, irritabilità e rabbia
•scarsa concentrazione e scarsa attenzione
•una diminuzione del rendimento
•facilità al pianto
•poca voglia di mangiare o viceversa mangiare molto;
•un calo dell’autostima, sentimenti di impotenza e frustrazione
•disturbi del sonno: sia come difficoltà ad addormentarsi sia come risvegli precoci, risvegli frequenti
•disturbi cardiovascolari: tachicardia, palpitazioni, extrasistole, ipertensione arteriosa
•tendenza all’iperglicemia
•cefalea
LO STRESS LAVORATIVO
Possiamo dividere i fattori stressanti sul lavoro in tre grandi gruppi:
•i fattori materiali: un ambiente di lavoro molto rumoroso, le vibrazioni, gli inquinanti aerei, le basse temperature e gli sbalzi di temperatura, la movimentazione di carichi pesanti, posture viziate e stancanti, sono tutti elementi che contribuiscono a creare stress
•i fattori organizzativi in senso classico: gli orari di lavoro, i turni in particolare quelli con forte rotazione e il lavoro notturno, i carichi di lavoro, i ritmi di lavoro, la ripetitività e la monotonia
•i fattori immateriali e psicosociali: il rapporto con l’ambiente di lavoro e il contenuto del lavoro, carenza di cultura organizzativa, motivazioni e comunicazione, il ruolo, i rapporti interpersonali, orizzontali e verticali, i conflitti interpersonali
L'elevato costo psicologico e sociale che l'individuo si trova a pagare come conseguenza di vissuti negativi all'interno dell'organizzazione, nell'adempimento della propria mansione lavorativa sta diventando sempre di più un problema non solamente del lavoratore o del quadro direttivo, ma anche un problema delle aziende.
Nell’ottica di individuare le fonti di stress che agiscono sulla persona, tenendo in considerazione le richieste dell'organizzazione lavorativa, quelle extralavorative e le caratteristiche individuali di ciascuno, è importante sottolineare che determinanti sono anche la valutazione che l'individuo fa di tali richieste e gli stili di coping che adotta di fronte a situazioni oggettivamente stressanti. Pertanto il medesimo fattore di rischio stress avrà un differente impatto sulle diverse persone.
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